Azienda Agricola | Torre di Baratti
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I Prodotti
di Torre di Baratti

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L’ Azienda Agricola Biodinamica “Roberto Bastianoni” ha terreni con olivi sulle colline di Vinci e un appezzamento di oltre 12 ettari sul Golfo di Baratti con ben 400 piante di olivi secolari,  due ettari di vigna, divisa tra vermentino e grenache.

 

I terreni sono coltivati per dare prodotti di prima qualità, senza l’utilizzo di prodotti chimici di sintesi, seguendo le stagionalità, con attenzione alle fasi lunari come la filosofia biodinamica ci ha insegnato.  I prodotti dell’orto, molto apprezzati dai nostri ospiti che possono raccoglierli in libertà, sono una risorsa essenziale per il nostro ristorante, utilizzati per le colazioni i pranzi e le cene.

 

Una piccola produzione di sott’oli, di carciofi,  oppure  di zucchini cresciuti a 10 metri dalla cucina e “affogati” nell’olio prodotto dagli olivi sparsi su tutta la proprietà, diventa una chicca per accompagnare un aperitivo e se l’anno è stato buono, resta qualche barattolo da porter portar via con se.

 

Le api da noi trovano un ambiente pulito senza concimi ne fertilizzanti chimici e ci regalano un miele davvero speciale. Ovviamente a disposizione dei nostri ospiti e sempre presente in cucina e nelle colazioni.

 

La passione di Roberto per il Biodinamico e le teorie di Rudolf Steiner  (sulla filosofia biodinamica dove la fertilità del suolo e l’agricoltura sono inserite in una visione di “forze cosmiche”, “energie astrali” e spirituali che impregnano la nostra essenza fisica)  sono il timone per raggiungere  produzioni di qualità e con alti poteri nutrizionali.
A propositio dell'agricoltura biodinamica
Due parole che implicano un modo di lavorare, osservare, di vivere la terra.
Una filosofia di vita per apprezzare tutta l’armonia di un campo coltivato, il succedersi delle stagioni e del tempo. Con il metodo biodinamico, l’agricoltura è in sintonia con la natura, con la terra e con gli uomini. La concimazione, la coltivazione e l’allevamento sono attuati con modalità che rispettano e promuovono la fertilità e la vitalità del terreno e allo stesso tempo le qualità tipiche delle specie vegetali e animali. Il profondo legame con la natura e il completo rispetto dei suoi ritmi portano, con l’agricoltura biodinamica, ad abolire l’utilizzo di fertilizzanti minerali sintetici e di pesticidi chimici, e a gestire il terreno seguendo i cicli cosmici e lunari. La base ideale per creare un’unità biodinamica è l’azienda agricola con un allevamento di bestiame.

 

Gli animali costituiscono infatti un elemento importante di questo organismo, fornendo prezioso fertilizzante, da usare dopo il compostaggio per incrementare la vitalità del terreno. Secondo il metodo biodinamico, la fertilità e la vitalità del terreno devono essere ottenute con mezzi naturali: compost prodotto da concime solido da cortile, materiale vegetale come fertilizzante, rotazioni colturali, lotta antiparassitaria meccanica e pesticidi a base di sostanze minerali e vegetali. Rendendo vitale la terra ed aumentandone l’attività biologica, le piante crescono in modo naturale, nutrite dall’ecosistema del suolo. La concimazione e la cura del terreno sono quindi finalizzate all’ottenimento e al mantenimento di questo equilibrio.
Per informazioni più approfondite potete consultare il sito nazionale di agricoltura biodinamica e il sito dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica

Il pensiero del nostro agronomo (tratto da un intervista)
Riportiamo un intervista del nostro agronomo Leonello Anello, al Convegno Biodinamica di Cerreto Guidi (autore )
Ormai Leonello Anello non si nasconde e parla da “adulti” senza paura di essere preso per un santone o un esoterico. Nelle sue parole ci sono convinzione nei propri mezzi ed entusiasmo che viene dalle riprove pratiche delle applicazioni di un certo tipo di coltura e  di vinificazione. Del resto il movimento si allarga e qualche risultato straordinario nei vini , oltre a quello ambientale, si comincia a vedere. Per il consumatore  medio sentir parlare di energia e astralità e volontà della pianta può non essere importante ma per chi ha a cuore il nostro ecosistema, dovrebbe trovare 5 minuti per ascoltarlo e per capire che forse la tradizione di molti coltivatori ha sempre funzionato e sempre funzionerà, perchè “naturalmente” in sintonia con la natura e un certo modo di partecipare all’energia complessiva del vigneto.
Ecco uno stralcio del suo intervento in chiusura di mattinata al Terzo Convegno di Biodinamica a Cerreto Guidi: “Stiamo facendo un percorso di divulgazione importante e necessario, ha un effetto grande sia nel mondo scientifico che nel campo vinicolo. Servono ambiti di contatto di scienza dello spirito e scienza meccanicistica e il prossimo anno proveremo a fare confronto tra visioni diverse in due giorni, simposio più convegno. Oggi non si possono fare confronti accesi e invece ne avremmo bisogno. C‘è bisogno di verificare biodinamica e validarla. Attenzione in questo momento soprattutto perchè assurdamente anche scienza ufficiale ne ha bisogno e sul campo a volte non c’è una prova provata che certi approcci “classici” e chimici funzionino come dicono. Posta in gioco è comprensione della natura, mica poco…
Concetto cardine è che la materia di per sè stessa può essere viva e che 90 anni fa ha avuto qualche risposta. Se mondo scientifico non accetta questo sarà difficile avere confronto. Per noi essenza stessa della vita è oggetto della biodinamica. Ricerca scientifica ha materializzazione e modellizzazione del vivente troppo schematica e semplicistica. Biodinamica implica che ci sono energie non misurabile che trasforma ammasso di atomi in qualcosa di vivente.
C’è quindi contenuto spirituale che in scienza tradizionale non esiste. Nel fare il vino avere a che fare con elementi viventi è fondamentale. Facciamo azioni sul terreno gestendo forse ed energie poco interessanti per la società economica attuale perchè non sono inscatolabili e commercializzabili. Incanalare energia della terra e riversarla nelle nostre attività non ha valore economico, in teoria è tutto gratis e fornito da terra e pianta.

 

Nella pianta energia è separata da sua componente fisica e materiale, pianta va concepita in maniera diversa, non abbiamo paura di tagliarla potarla perchè energia rimane e dirotta le energie da un’altra parte. Proprio  questo elemento consente di agire senza timori, cosa che blocca se si lavora in maniera solo meccanicistica. Pianta soffre se la sradico ma se la taglio non muore, si rigenera altrimenti piante di 100 anni non vivrebbero e non sarebbero cosÏ sane e soprattutto non hanno patologie subdole che necessitano interventi chimici che aprono la strada a prodotti e fattori economici importanti. Se corpo è debole e l’energia non viene gestita e alimentata la pianta si ammala e non serve trattare localmente perchè spostiamo il problema senza risolverlo, simile a quanto succede con molti farmaci.

 

 

Piante hanno animalità poco considerata (vedi intervento del professor Stefano Mancuso), radici spirituali che non possiamo non considerare.
Non stupisca che anche per uomo vale la stessa cosa, si pensi agli effetti placebo e all’importanza della psicologia nell’affrontare certe malattie.
C’è capacità senziente nell’uomo e negli animali che nelle piante è spesso atrofizzata per la maniera in cui uomo le alleva. Noi lavoriamo i campi e già molti contadini con odori percepisce i momenti delle piante, la loro astralità.

 

 

 Le forze fisiche e materiali di una pianta sono legati a terra e acqua ma difficilmente spiegano le dimensioni di una sequoia sempervirens senza pensare a forza di far andare contro la forza di gravità.
Crescita può essere anche infinita…si può bloccarla solo con fuoco praticamente. Azoto, fosforo, potassio terra e acqua dipendenti dall’uomo? assolutamente no! Uomo esiste perchè esistono le piante, sono loro che ci danno la possibilità di respirare.
C’è reciprocità nei confronti dell’uomo, alle piante dobbiamo la vita e questo è scientificamente provato.

 

 

Odore fa individuare l’astralità dela pianta, pensate all’odore del vino , chi conosce la vigna in fioritura sa cosa significa astralità, è momento in cui partecipazione umana contadino e scienziato si rende conto che è periodo con sua potenzialità. Pensate invece a momento di decomposizione, ogni processo che porta profumo ho astralità positiva, ogni volta che ho odore negativo è astralità negativa che distrugge materia per riassoggettarla ad altre forze.

 

In inverno astralità è debole e pianta lavora sottoterra rinunciando a verde che invece esplode dalla primavera. Biodinamica non trasporta materia ma energia e spirito è per questo che i preparati 500 e 501 sono in qtà così piccole, sono messaggi portati dall’acqua in tutto il campo a tutte le piante. Astralità che viene controllata in questo modo. Noi vediamo che funziona ed è vero, ancora non riusciamo a dimostrarlo, almeno in termini scientifici ma è difficile usare un linguaggio nato per spiegare materia per spiegare uno basato sull’energia e lo spirito.
Quando vado a trasformare forze animali della pianta in vino uso calore e aria ma controllandole in maniera artificale con controllo T e ossigenazione ottengo degenerazione del vino, brett, stalla, astralità negativa in pratica. Se uomo si ferma solo a meccanicismo e non mette sue capacità naturali di osservazioni a disposizione della viticoltura sprechiamo tantissimo tempo.
Ciò spiega perchè la tradizione di molti coltivatori ha sempre funzionato e sempre funzionerà, perchè “naturalmente” in sintonia con la natura e un certo modo di partecipare all’energia complessiva del vigneto.
Molto scettiscimo ma finchè ci saranno confronti sarà importante.
Piante hanno animalità poco considerata (vedi intervento del professor Stefano Mancuso), radici spirituali che non possiamo non considerare.
Non stupisca che anche per uomo vale la stessa cosa, si pensi agli effetti placebo e all’importanza della psicologia nell’affrontare certe malattie.
C’è capacità senziente nell’uomo e negli animali che nelle piante è spesso atrofizzata per la maniera in cui uomo le alleva. Noi lavoriamo i campi e già molti contadini con odori percepisce i momenti delle piante, la loro astralità. Le forze fisiche e materiali di una pianta sono legati a terra e acqua ma difficilmente spiegano le dimensioni di una sequoia sempervirens senza pensare a forza di far andare contro la forza di gravità. Crescita può essere anche infinita…si può bloccarla solo con fuoco praticamente. Azoto, fosforo, potassio terra e acqua dipendenti dall’uomo? assolutamente no! Uomo esiste perchè esistono le piante, sono loro che ci danno la possibilità di respirare.
C’è reciprocità nei confronti dell’uomo, alle piante dobbiamo la vita e questo è scientificamente provato. Odore fa individuare l’astralità dela pianta, pensate all’odore del vino , chi conosce la vigna in fioritura sa cosa significa astralità, è momento in cui partecipazione umana contadino e scienziato si rende conto che è periodo con sua potenzialità. Pensate invece a momento di decomposizione, ogni processo che porta profumo ho astralità positiva, ogni volta che ho odore negativo è astralità negativa che distrugge materia per riassoggettarla ad altre forze.
In inverno astralità è debole e pianta lavora sottoterra rinunciando a verde che invece esplode dalla primavera. Biodinamica non trasporta materia ma energia e spirito è per questo che i preparati 500 e 501 sono in qtà così piccole, sono messaggi portati dall’acqua in tutto il campo a tutte le piante. Astralità che viene controllata in questo modo. Noi vediamo che funziona ed è vero, ancora non riusciamo a dimostrarlo, almeno in termini scientifici ma è difficile usare un linguaggio nato per spiegare materia per spiegare uno basato sull’energia e lo spirito. Quando vado a trasformare forze animali della pianta in vino uso calore e aria ma controllandole in maniera artificale con controllo T e ossigenazione ottengo degenerazione del vino, brett, stalla, astralità negativa in pratica. Se uomo si ferma solo a meccanicismo e non mette sue capacità naturali di osservazioni a disposizione della viticoltura sprechiamo tantissimo tempo.
Ciò spiega perchè la tradizione di molti coltivatori ha sempre funzionato e sempre funzionerà, perchè “naturalmente” in sintonia con la natura e un certo modo di partecipare all’energia complessiva del vigneto.
Molto scettiscimo ma finchè ci saranno confronti sarà importante.

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